Musei, Teatri, Cinema, Divertimenti e Vita Notturna
a Venezia
Tutte le cose da vedere a Venezia. Le opere d’arte
della città, i musei più importanti, i teatri
e soprattutto i divertimenti per piccoli e grandi.
Le cose da fare nel weekend, gli eventi da non perdere e
le mostre d’arte da ricordare, ma anche lo sport e
tutto ciò che non deve mancare in occasione della
nostra vacanza. I locali notturni più alla moda,
specialmente per i giovani, dove conoscere persone del luogo
o altri vacanzieri desiderosi di passare del tempo in allegria.
Se il soggiorno è con la persona amata sicuramente
un buon ristorante è la soluzione migliore. Cercate
sempre i locali più caratteristici, del resto la
conoscenza dei piatti e delle specialità locali è
una delle cose che difficilmente potete trovare nel resto
del mondo.
RIALTO:
Il nostro itineratio parte dal Ponte
di Rialto, che risale alla metà
del ‘500, quelli precedenti erano invece
tutti in legno. I più famosi architetti
del tempo, tra cui Palladio,
Michelangelo e Sansovino,
presentarono i loro progetti, ma alla fine,
nel 1588, fu un architetto poco conosciuto
ad aggiudicarsi la commessa: Antonio
Scarpagnino. Il risultato fu il Ponte
nella sua forma attuale. Attraversata la zona
delle mercerie, un portico vi introdurrà
in Piazza San Marco, al di
sopra del quale svetta la Torre dell’Orologio
dove per tutto l’anno due muscolosi
Mori battono le ore. La Piazza
è spettacolare: dai portici delle Procuratie
Vecchie e Nuove
si allungano i numerosi tavolini dei famosi
caffè settecenteschi, quali il Florian,
il Quadri e il Lavena, nel cielo si staglia
il Campanile più alto
di Venezia, e su tutto troneggia la suggestiva
Basilica di San Marco. La
Basilica, nella sua forma
attuale, a croce greca con 5 grandi cupole,
risalente all’anno 1000 e sorta in forme
bizantine, fu progettata probabilmente da
un architetto greco anche se attuata da maestranze
veneziane e lombarde. La facciata consta di
due parti, ciascuna con 5 grande arcate. Quella
superiore, balaustrata, è arricchita
dalla presenza di 4 cavalli di bronzo (copie)
stupenda opera di arte bizantina, unica quadriga
antica conservatasi fino ad oggi. Le pareti
interne sono rivestite di più di 4200
metri quadrati di mosaico. Il Campanile
fu ricostruito dopo il crollo di quello seicentesco,
un centinaio di anni fa, e il consiglio è
andare fin su con l’ascensore e ammirare
tutta Venezia dall’alto. Il Palazzo
Ducale si struttura in una grandiosa
stratificazione di elementi costruttivi e
ornamentali:è formato da tre grandi
corpi di fabbrica che hanno inglobato e unificato
precedenti costruzioni. L’ala verso
il Bacino di San Marco, la
più antica, ricostruita a partire dal
1340; l’ala verso la Piazza la cui realizzazione
nelle forme attuali inizia a partire dal 1424;
sul lato opposto, l’ala rinascimentale,
con la residenza del doge e molti uffici del
governo, ricostruita tra il 1483 e il 1565.
La visita dell’interno può svilupparsi
secondo diversi percorsi: prima potrete aggirarvi
per il cortile al piano terra e poi per le
logge al secondo piano; poi potresteimmergervi
nell’appartamento del Doge
e nelle magnificenti Sale Istituzionali,
tappezzate di opere di Tiziano,
Veronese, Tiepolo
e Tintoretto; poi sarà
la volta dell’Armeria
e delle Prigioni. Dopo la
visita al Palazzo Ducale prendete il vaporetto
n.82 in Riva degli Schiavoni
e dirigetevi verso la silenziosa Isola
di San Giorgio, da dove avrete un’incantevole
vista del Bacino San Marco.
La serena Chiesa palladiana che vi si trova
fa da splendido contraltare alle architetture
gotiche della Piazza. Chiedete per Campo
dei Frari, e una volta arrivati potrete
ammirare la Chiesa di Santa Maria
Gloriosa dei Frari, iniziata nel
1340 ma completata più di cento anni
dopo, conserva memorie e fasti di più
di 500 anni di storia veneziana, basta solo
pensare che al suo interno si trovano le spoglie
di Antonio Canova. La visita
dell’interno vi permetterà di
ammirare un coro ligneo del 1300, la spettacolare
Assunta e la Madonna
di Ca’Pesaro di Tiziano.
Le scuole grandi avevano molti fini religiosi
e di cristiana solidarietà: la partecipazione
alle cerimonie ecclesiastiche, la preghiera
collettiva, l’assunzione a patrono di
un santo, l’accompagnamento alla sepoltura
e le messe di suffragio per i soci defunti,
l’assistenza ai malati, ai confratelli
poveri, o inabili al lavoro. Ma avevano anche
fini economici (tasse) e di equilibrio politico;
il popolo infatti sopperiva, con le cariche
interne alla Scuola, alla sua esclusione dal
potere politico. La Scuola di San
Rocco è una delle più
antiche e meglio conservate di Venezia. All’interno
Jacopo Tintoretto dedicò
ai maggiori eventi delle grandi scritture
uno dei più completi e intatti cicli
della pittura italiana. Una volta passati
per Campo San Pantalon e
esservi riposati in Campo Santa Margherita
date un’occhiata alla Scuola
dei Carmini, nell’estremità
meridionale del Campo, che insieme a quella
di San Rocco, è una delle poche Scuola
ancora visitabili, e dove potrete ammirare
la famosa Madonna del Carmelo
di G.B.Tiepolo. Quindi dirigetevi
verso Campo San Barnaba e
poi alla volta delle Gallerie dell’Accademia.
La visita alle Gallerie è d’obbligo
per chi desidera entrare in una delle Pinacoteche
di maggior prestigio in Italia, dove è
possibile ammirare i maggiori esponenti della
pittura veneta, dal ‘300 all’800:
Lorenzo Veneziano, Andrea
Mantenga, Giovanni Bellini,
Giorgione, Lorenzo
Lotto, Jacopo Tintoretto,
Paolo Veronese, Tiziano,
Pietro Longhi, Francesco
Guardi, Canaletto.
Se preferite l’arte contemporanea, in
alternativa, o in aggiunta alle Gallerie dell’Accademia,
potrete visitare la Peggy Guggenheim
Collection, dove si trova delle raccolte
di dipinti di De Chirico,
Pollock, Mondrian,
Balla, Mirò,
Picasso, Balla,
Kandinskij, Ernst
e molti altri ancora! Dopo il sottoportico
di S.Gregorio vi apparirà
in tutta la sua dirompente, originalissima
e bianca struttura barocca, la Chiesa
di Santa Maria della Salute, capolavoro
di Baldassarre Longhena.
Prima di prendere il vaporetto che vi condurrà
dall’altra parte del Canal Grande, andate
in Punta della Dogana per
ammirare il Bacino San Marco.
Chiedete per Campo San Geremia,
che si trova vicino alla stazione, dove si
ergono Palazzo Labia, costruito
tra il ‘600 ed il ‘700 a spese
della famiglia Labia e ora sede della Rai,
e la Chiesa di S.Geremia.
Proseguite e attraversate il Ponte
delle Guglie da cui partono il Rio
Terà San Leonardo, dove si
tiene il mercato della frutta, e la Strada
Nuova. Appena scesi dal ponte, però,
girate sulla sinistra e prendete dopo 50m
il sottoportico del Ghetto Vecchio.
Ghetto, che deriva da Getto,
dato che in questa zona esisteva un tempo
una fonderia di cannoni, è una parola
nata a Venezia e tutti i ghetti del mondo
ereditano il loro nome dalla piccola insula
completamente circondata da un anello di acqua
dove risiedevano appunto gli Ebrei. Incontrerete
subito, prima a sinistra e poi a destra, le
due Sinagoghe (Spagnola
e Levantina) più grandi
e recenti. Per entrare in queste e nelle altre,
seminascoste alla vista, dovrete recarvi un
po’ più avanti in Campo
del Ghetto Novo al Museo
di Arte Ebraica da cui ogni ora partono
delle visite guidate alle Sinagoghe. Una volta
conclusasi la visita dirigetevi verso la silenziosa
Fondamenta degli Ormesini
e percorretela tutta per poi raggiungere la
Fondamenta della Misericordia
dove girerete a sinistra per la Calle
Larga e andrete dritti fino a raggiungere
la Fondamenta della Madonna dell’Orto.
La Chiesa Della Madonna
Dell’ Orto può essere
chiamata “la chiesa del Tintoretto”:
difatti il grande artista trascorse la sua
vita nelle vicinanze, qui vi è sepolto
e i suoi teleri trasfigurano l’interno
con il loro pathos. E’ originaria del
XIV sec. ma venne ristrutturata durante il
XV sec. e proprio per questo motivo nella
sua facciata, tripartita in cotto, sono presenti
elementi di transizione dal romanico al gotico
e dal gotico al rinascimento. Tornando verso
la Strada Nuova vi appariranno
2 altre famose Scuole ma non visitabili: quella
vecchia e quella nuova della Misericordia.
La Strada Nuova è
piena di botteghe e negozi, ma provate a buttarvi
in una delle tante callette sulla destra,
quasi tutte, sbucando sul Canal Grande,
permettono un incantevole e quantomeno inusuale
vista dei Palazzi sul Canale.
Prendendo la calle con l’indicazione
per la fermata del vaporetto potrete guardare
la superba facciata della Ca’D’Oro,
o decidere di visitarne l’interno, è
infatti sede della Galleria Franchetti.
Alla fine della Strada Nuova
si apre Campo Santi Apostoli
un importante nodo di collegamento con Rialto.
Passando dietro la Chiesa di Santi
Apostoli, e proseguendo per calli
e campielli raggiungerete Campo San
Canciano e poi Campo S.Maria
Nova da dove, oltre il piccolo canale,
non potrete non accorgervi dei fantastici
marmi policromi che ricoprono i lati e anche
la facciata della chiesa Chiesa dei miracoli.
Una volta entrati guardate la splendida volta
a botte a cassettoni lignei. Ritornati in
Campo S.Maria Nova, proseguite
per la Calle Larga G.Gallina
e dopo il Ponte vi appariranno a sinistra
la Scuola Grande di San Marco
e di fronte la Chiesa di San Giovanni
e Paolo. La Chiesa di San Giovanni
e Paolo, che rivaleggia con quella dei Frari
per grandezza, maestosità e perché
come la seconda è ricca nel suo interno
di tesori dell’arte, è un esempio
di architettura gotica. E’ anch’essa
costruita in cotto e possiede una grandiosa
facciata. Una volta entrati attraverso il
trecentesco portale, costruito con colonne
portate da Torcello, rimarrete
impressionati dall’ampiezza e dall’altezza
delle tre navate. La Scuola Grande
di S. Marco, una tra le più
antiche di Venezia, fondata nel 1261, è
ora sede dell’Ospedale Civile
di Venezia. Attraversato Campo
S.Marina e girate a sinistra per
Calle Pindemonte. Andando
sempre dritti raggiungerete Campo
S.Maria Formosa dove, dietro la Chiesa,
si affaccia Palazzo Querini,
un edificio in cui l’antico e il moderno
(è stata restaurata all’interno
in chiave moderna e originalissima da Carlo
Scarpa) si fondono alla perfezione. E’
ora sede: al 2° piano, di una notevole
Galleria di dipinti di scuola veneta, italiana
e straniera commissionati e acquistati dalla
Famiglia dal ‘500 alla fine dell’800,
e al 3°, della Fondazione Querini
Stampalia che organizza una considerevole
numero di esposizioni d’Arte Contemporanea.
Da qui è poi facilissimo, una volta
percorsa la Salizada San Lio,
raggiungere Campo San Bortolomio
e Rialto.